Segreteria Regionale SIULP Marche

- Comunicato congiunto SIULP - CONSAP - SAP - COISP - SILP CGIL

Denuncia violazione A.N.Q.

lunedì 29 giugno 2009 di SIULP - Pesaro e Urbino

Questura di Pesaro e Commissariato di Fano. Denuncia violazione A.N.Q.; emergenza Ufficio Immigrazione; critiche a gestione e organizzazione del lavoro.

AL MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA P.S.
UFFICIO RAPPORTI SINDACALI                         = ROMA =

ALLE SEGRETERIE NAZIONALI
SIULP - CONSAP - SAP - COISP - SILP CGIL       = ROMA =

AL SIG. QUESTORE                                         = PESARO =

 

OGGETTO: Questura di Pesaro e Commissariato di Fano.
                     Denuncia violazione A.N.Q.; 
                     emergenza Ufficio Immigrazione; 
                     critiche a gestione e organizzazione del lavoro.

 

Sig. Questore,
avremmo voluto attendere i primi 100 giorni per cominciare a formulare un giudizio di merito sulle attività da lei intraprese dal momento del suo insediamento.
Elementi inconfutabili ci costringono, invece, a prendere una posizione nei suoi confronti ma soprattutto a entrare nel merito del suo operato.
Questo documento è sottoscritto da tutte le Segreterie sindacali della nostra Provincia, sintomo che l’unità d’intenti che ci muove prescinde da logiche di appartenenza politica sindacale.
Inoltre, e su questo la invitiamo a riflettere, le assicuriamo che questa nostra presa di posizione ci è stata richiesta da tutti i colleghi che rappresentiamo, sia personalmente sia nel corso di assemblee sui luoghi di lavoro.
Avevamo apprezzato moltissimo il suo discorso rivolto al personale, all’indomani del suo insediamento, con il quale aveva sottolineato più volte come ogni dipendente, nella sua dimensione familiare prima ancora che professionale, sarebbe sempre stato al centro delle sue attenzioni.
Aveva anche posto l’accento su come ci tenesse a un confronto leale e costruttivo con i sindacati che rappresentano il personale.
Riteniamo che le sue decisioni e il suo comportamento vadano in senso completamente opposto a quanto da lei inizialmente dichiarato e che lei consideri il personale come semplici soldatini o pedine da spostare da una casella all’altra.
Tutte le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno spesso lavorato in sinergia, nell’interesse dei colleghi e dell’amministrazione, senza mai avere la pretesa di sostituirci a essa.
E’ evidente che Lei ha il diritto di organizzare il lavoro negli Uffici come meglio crede e di assegnarci chi vuole. Lei ha però il dovere di rispettare le norme attualmente vigenti, che prevedono (art. 25 del D.P.R. 18.06.2002 nr. 164) che l’Amministrazione fornisca l’informazione preventiva alle Organizzazioni sindacali riguardo alla mobilità interna e ai provvedimenti di massima riguardanti l’organizzazione degli Uffici e l’organizzazione del lavoro.
Inoltre, e per noi è l’aspetto più importante, esistono delle regole non scritte di rapporti politici sindacali, dettate dalla consuetudine e dal buon senso, che prevedono un confronto tra l’Amministrazione e i sindacati sulle disposizioni e sulle decisioni che investono direttamente la vita e l’attività professionale dei colleghi. Prima che le decisioni stesse siano assunte.
Nel corso degli ultimi tre anni, non siamo mai dovuti ricorrere a un documento di protesta congiunto nei confronti del Questore che l’ha preceduta. Non perché il suo predecessore ci fosse più simpatico, ma semplicemente perché, pur assumendo le sue decisioni in piena autonomia, queste rappresentavano l’esito finale di un confronto anche con i rappresentanti dei lavoratori. Oltre che a essere i Segretari Provinciali delle principali organizzazioni sindacali siamo dei poliziotti e lavoriamo a stretto contatto con i nostri colleghi da tantissimi anni e conosciamo, sicuramente meglio di Lei e di alcuni suoi collaboratori, le loro aspirazioni e le loro problematiche professionali e familiari.
Non sappiamo se nelle sue decisioni sia stato male consigliato dai suoi diretti collaboratori o se le abbia assunte in piena autonomia.
In ogni caso, Lei ha violato la normativa vigente non fornendoci alcuna informazione preventiva in merito alle decisioni assunte in materia di organizzazione del lavoro e di mobilità interna, non ha ricercato con noi alcun confronto e non ha neanche, in alcuni casi, informato i dirigenti interessati dai movimenti interni del loro personale.
Se Lei ritiene che una Questura debba essere diretta in Questo modo ci permettiamo di dirle che si sbaglia e che comunque troverà la nostra forte e decisa opposizione.
Siamo ben consci che Lei è al suo primo incarico da Questore, ma ci permettiamo di dirle che una cosa è essere il Comandante di un Compartimento di Polizia Stradale e ben altro è essere un Questore, specie in una realtà piccola e particolare come la provincia di Pesaro.
Cominciamo dai lavori di ristrutturazione della Questura.
Siamo tutti contenti che grazie al suo immediato impegno alcuni ambienti della Questura siano stati ristrutturati o comunque resi più decorosi. Non vorremmo però che tali attenzioni si limitassero ad alcuni Uffici o ai corridoi maggiormente esposti al pubblico. Non esistono poliziotti di serie "A" o di serie "B": tutti i colleghi, anche chi è costretto a lavorare in condizioni ambientali di assoluta criticità, come per esempio i dipendenti della Squadra Mobile o deIl’U.P.G.S.P., hanno il diritto a locali decorosi e puliti.
La nuova futura dislocazione dei suoi uffici e della dirigenza stanno innescando nei lavoratori malcontento. Nessun Questore ha mai ritenuto che il proprio Ufficio, soprattutto in rapporto alla realtà della nostra vecchia Questura, non fosse sufficientemente ampio e dignitoso. Ciò nonostante, Lei tra qualche giorno lo farà ristrutturare annettendo anche l’Ufficio del Capo di Gabinetto, che non sappiamo dove andrà a finire.
E’ inammissibile creare una zona d’elite quando il resto del personale è costretto a lavorare in ambienti angusti, insalubri, privi di luce, di areazione, servizi igienici fatiscenti (al bagno del secondo piano laddove vi è una finestra con una maniglia rotta si è ricorso a verniciare i vetri pur di garantire la privacy di chi usufruisce della toilette!). A pochi metri da Lei, gli impiegati civili che si occupano dell’archivio di Gabinetto sono ammassati in un piccolo locale e alcuni di loro non hanno né una scrivania né una sedia a disposizione.
Qualche anno fa uno dei Questori che l’ha preceduta aveva rinunciato all’alloggio di servizio in Questura destinandolo agli uffici della Squadra Mobile. Ora, ci risulta, che Lei avrebbe manifestato l’idea di riconvertire gli Uffici della Squadra Mobile nell’alloggio del Questore. Possibile che, in un momento di così grave crisi economica, si possa anche solo pensare che ogni Questore che assume l’incarico sia libero di fare e smontare a suo piacimento i locali della Questura?
Riteniamo che alcune delle sue recenti decisioni siano state dettate dalla necessità di dare risposte all’emergenza immigrazione.
E’ un problema sentito anche dai colleghi e da noi che li rappresentiamo.
Il personale dell’Ufficio Immigrazione, ancora una volta, si è riunito recentemente per denunciare il proprio disagio, dovuto sia alle nuove problematiche sorte con la nuova sperimentazione attuata dal Ministero dell’Interno per il rilascio del permesso di soggiorno in 45 giorni, sia per le istanze precedenti alle quali non è stata data nessuna risposta.
La mancanza di spazio e gli enormi carichi di lavoro dell’Ufficio Immigrazione, a volte sembrano far venire meno l’impegno profuso per cercare di lenire le difficoltà in cui si trovano i cittadini stranieri che cercano lavoro nel nostro paese.
Tutti i colleghi, consapevoli del compito loro affidato, di aiuto e supporto nei confronti degli immigrati regolari ma allo stesso tempo di contrasto a fenomeni delinquenziali sempre più crescenti, non fanno venire meno il proprio impegno.
Il numero di cittadini stranieri è in continua evoluzione: nella nostra Provincia abbiamo già superato i 32.000.
A tale impegno del personale si contrappone un assoluto disinteresse da parte del nostro Ministero che, incurante del fatto delle enormi difficoltà di lavoro attuali, ha disposto l’incremento di 150 pratiche da trattare settimanalmente.
Inoltre, come già accaduto negli anni precedenti, non è stato assegnato nessun rinforzo per eseguire l’attività di controllo di frontiera riguardante la partenza del catamarano per la Croazia dal porto di Pesaro.
A questo proposito, lei ha deciso di non concedere, a differenza dei suoi predecessori, l’indennità di O.P. al personale impiegato in tali servizi. La stessa indennità l’ha tolta ai colleghi impiegati nei controlli antiabusivismo. I suoi predecessori le avevano concesse in modo motivato e dopo aver ricevuto il benestare delle competenti autorità di controllo. Inoltre, i Questori che l’hanno preceduta erano consapevoli di quanto fosse importante premiare il senso di responsabilità dei poliziotti, spesso costretti a lavorare in condizioni di assoluta emergenza e sacrificio, spesso al di fuori delle mansioni e delle funzioni stabilite dai propri ruoli, con degli incentivi economici.
Tenendo conto del fatto che siamo sempre di meno e il lavoro aumenta, Lei, di fatto, ritiene che debbano lavorare di più e meno pagati.
Inoltre, le facciamo notare che, nella sua recente ordinanza sui controlli di frontiera al porto, Lei ha disposto che gli operatori impiegati nel corso dei loro turni mattutini e serali compiano servizio di vigilanza in ambito portuale. In ambito portuale l’autorità competente è esclusivamente la Capitaneria di porto.
Altresì, nonostante il Dipartimento abbia chiarito che l’indennità di O.P. sia attribuita a tutti coloro che sono stati impiegati in servizi di vigilanza connessi alle consultazioni elettorali, il personale della Digos non ne ha beneficiato. Non sappiamo se questo "errore" dipende da una precisa decisione o da quella del Dirigente la Digos, ma chiediamo che questa violazione della normativa vigente e delle disposizioni ministeriali sia immediatamente eliminata.
Tornando all’ufficio immigrazione, una delle soluzioni adottate dal dirigente di questo settore per affrontare le nuove disposizioni ministeriali, è stata quella di spostare a suo piaci mento i giorni di congedo ordinario richiesti dal personale nonostante tale programmazione rispettasse pienamente la normativa vigente. Tale decisione ha creato forti malumori e malcontento tra il personale.
Altresì, lei ha deciso, al termine di una riunione con il Dirigente della Divisione Amministrativa e dell’Ufficio immigrazione, di aggregare due persone all’Ufficio Immigrazione togliendole all’Ufficio del personale.
Innanzitutto, i colleghi interessati non sono stati assolutamente informati del fatto che avrebbero cambiato completamente incarico di lavoro. Sono stati spostati come se fossero delle semplici pedine. Nessuno si è preoccupato del fatto che il loro piano ferie sarebbe stato stravolto. Nessuno si è chiesto se avessero o no problemi di carattere familiare o personale.
Noi, come organizzazioni sindacali, non siamo ancora stati informati ufficialmente di tali decisioni.
In particolare, lei ha disposto l’aggregazione all’Ufficio Immigrazione di un operatore appartenente al ruolo tecnico in forza all’ufficio amministrativo contabile. Riteniamo che quest’aggregazione creerà enormi problemi gestionali in seno a quest’ultimo ufficio sia per la qualità sia la quantità dell’attività svolta dal collega in questione. Quest’ultima rappresenta un punto di riferimento e di supporto fondamentale per tutti i colleghi in quanto, oltre a trattare i dati che si riferiscono alle competenze ordinarie e accessorie, agli straordinari, al fondo incentivante, agli ordini pubblici in sede e fuori sede, ha una specifica competenza in relazione alla compilazione delle dichiarazioni dei redditi. Inoltre, ha appena frequentato, dall’l1 al 15 maggio di quest’anno, presso I1stituto di Nettuno un corso concernente il "trattamento dati e nuove procedure d’inserimento".
Le professionalità devono essere tutelate, non calpestate.
Forse, qualcuno ritiene che sia più importante concedere un permesso di soggiorno in più piuttosto che pagare gli stipendi ai poliziotti.
In ogni caso, chiediamo che tali aggregazioni abbiano un termine stabilito e non riportino, . come accaduto, la dicitura "sino a cessate esigenze". Inoltre, se un’emergenza esiste, questa deve essere ripartita a rotazione tra tutto il personale adottando un criterio di rotazione nelle aggregazioni.
Nel suo discorso iniziale Lei ci ha promesso che farà costruire la Nuova Questura. Per il momento, ci basterebbe che facesse quello che ha fatto il Questore di Modena: per fronteggiare i nuovi carichi di lavoro imposti dal Ministero ha ottenuto 12 nuove unità per l’Ufficio Immigrazione, dei quali sette impiegati amministrativi dagli enti locali.
Probabilmente, in alcune realtà, si è veramente coscienti della realtà del fenomeno immigrazione e lo si affronta seriamente. A Pesaro, invece, si risolve il tutto facendo finta di niente o adottando dei semplici palliativi che generano nuovo malcontento e disagio.
Il personale dell’Ufficio Immigrazione è stanco di questo stato di cose e chiede che finalmente siano adottati provvedimenti risolutivi e definitivi, tenendo conto anche delle molteplici proposte avanzate dallo stesso personale e completamente ignorate dall’attuale Dirigente.
Recentemente Lei ha disposto "a sorpresa", senza comunicarlo preventiva mente alle organizzazioni sindacali e al dirigente dell’Ufficio interessato, un’altra aggregazione: ha spostato un operatore tecnico dall’Ufficio automezzi alla Segreteria di Gabinetto.
Anche quest’aggregazione creerà, a nostro parere, gravi problemi nella gestione e nell’efficienza dell’Ufficio automezzi, poiché Lei ha tolto da quell’ufficio di punto in bianco un elemento di consolidate capacità ed esperienza professionale specifica.
Inoltre, anche in questo caso, come nei precedenti, il dipendente interessato non ha prodotto alcuna domanda o richiesta. Ci permettiamo di chiederle quali sono stati i motivi che hanno fatto ricadere la sua scelta su quest’operatore anziché su altri. Probabilmente, altri colleghi avrebbero volentieri ricoperto tale incarico e la loro assegnazione non avrebbe provocato disservizi negli Uffici di appartenenza.
Sempre nel suo discorso iniziale al personale, Lei ha affermato che prima di tutto è importante rispettare l’uomo prima ancora che il poliziotto.
Riteniamo grave il modo in cui lei si è rivolto uno dei suoi autisti, prossimo alla pensione, una persona amata e stimata da tutti i colleghi, che ha dedicato la sua vita all’amministrazione e che per ben ventisei anni ha svolto l’incarico di autista del Questore.
Non possiamo affermare con certezza che i fatti siano direttamente collegati, ma questo collega, dopo avere avuto una discussione con Lei anche a proposito di 13 recuperi riposo accumulati con il precedente Questore e che Lei ha minacciato di fargli perdere, si è sentito male ed è dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.
Noi tutti esprimiamo la nostra totale solidarietà e vicinanza al collega.
I disagi che si riscontrano in Questura sono addirittura amplificati nella realtà dei Commissariati.
A Fano, per esempio, il potenziamento dell’Ufficio Immigrazione è andato tutto a discapito dell’Ufficio Controllo del Territorio con soppressione di turni di Volante e con una sostanziale assenza dell’Ufficio coordinamento e denunce. Nelle prossime settimane, anche in seguito alle recenti aggregazioni presso altre province disposte dal Ministero, a Fano avremo una sola pattuglia nell’arco delle 24 ore.
Durante il primo incontro tenuto con tutte le Organizzazioni sindacali, Lei aveva rimarcato con forza che deve essere il poliziotto ad avvicinarsi alla cittadinanza e non il contrario. In conformità a tale affermazione, aveva continuato dicendo che occorreva un contatto diretto della Polizia di Stato con i cittadini più deboli, come infermi e anziani. A noi sembra che, così facendo, le sue azioni stiano andando nella direzione opposta: di ciò dovrà dame conto non solo a tutto il personale di polizia ma soprattutto alla cittadinanza che non mancheremo di informare con ogni mezzo consentito a nostra disposizione.
Recentemente alcuni di noi l’hanno incontrata e le hanno comunicato, anche con documenti scritti, quali fossero le problematiche del Commissariato di Fano. Purtroppo, dopo il suo insediamento e dopo l’assegnazione del nuovo Dirigente del Commissariato, sono state prese alcune decisioni di gestione e di organizzazione del lavoro nonché disposti dei trasferimenti interni che hanno pregiudicato e vanificato tutti gli sforzi che erano stati fatti per riportare un clima di serenità e armonia all’interno del Commissariato. Da tale situazione preesistente, erano scaturiti anche notevoli successi operativi di contrasto alla criminalità che avevano ottenuto il plauso di tutta la cittadinanza.
Nel corso di questi confronti, condividendo le nostre argomentazioni, ci aveva promesso che avrebbe parlato con il Dirigente del Commissariato per cercare di ristabilire il necessario clima di fiducia e collaborazione tra tutti i dipendenti dell’Ufficio in questione.
Purtroppo, niente è cambiato, la sfiducia e il malcontento del personale continua a peggiorare e il Commissariato è oramai letteralmente allo sbando, con i principali uffici operativi addetti al controllo del territorio ridotti alla quasi totale inattività.
A Pesaro e Provincia è in atto un’emergenza sicurezza della quale non possiamo tenerne conto: i cittadini attendono risposte. Recentemente vi sono stati numerosi furti che hanno ingenerato tensioni e allarme sociale, qualche notte fa una coppia è stata aggredita in spiaggia e solo la fortuna non ha voluto che la cosa trascendesse in violenza ai danni della donna. Anche lo stesso Procuratore Capo Manfredi Palumbo denuncia che Pesaro non è più una città tranquilla.
In conclusione, queste Segreterie Provinciali, dopo avere costatato e preso atto dei prowedimenti formali da Lei emanati, riguardo alle norme e alle condizioni d’impiego del personale in servizio in questa sede, si vedono costrette, loro malgrado, a proclamare lo stato di agitazione per le palesi violazioni di cui all’art 25 del D.P.R. 18 giugno 2002, nr. 164.
Riteniamo che abbia trattato con troppa superficialità la gestione delle risorse umane, forse troppo distratto dai suoi molteplici impegni istituzionali e non.
Vi è la sensazione fra tutto il personale, a tutti i livelli, che la sua visione e interpretazione del ruolo di Questore sia troppo privatistica, e ciò le sottrarrebbe tempo ed energia per affrontare personalmente, nei modi e con le forme dovute, i molteplici problemi che ogni giorno caratterizzano la vita di una Questura.
Tutta la Polizia di Stato sta attraversando un momento difficilissimo se non critico.
Il compito del Questore è sempre più difficile: il personale a disposizione è sempre di meno e le problematiche legate alla criminalità aumentano.
Per questo riteniamo sia fondamentale cercare innanzitutto la collaborazione e il dialogo con il personale e con coloro che lo rappresentano. A fronte di problemi emergenti, che richiedono sempre più sacrifici professionali e familiari a tutti i colleghi, non comprendiamo come possa sottrarsi a un confronto aperto e costruttivo con le rappresentanze sindacali, che sono da sempre il "termometro" del malumore del personale. Come accade in poche altre realtà, a Pesaro le Segreterie Provinciali hanno sempre mostrato un’unione d’intenti e di compattezza, e non cadranno nella vecchia trappola del "bastone e della carota".
Chiaramente informeremo anche il Prefetto e l’opinione pubblica della nostra presa di posizione, ma riteniamo auspicabile un immediato confronto con Lei sui temi dell’organizzazione del lavoro e del controllo del territorio.
Non possiamo rincorrere le emergenze, da ultimo quella dell’Ufficio Immigrazione, disattendendo le attese e le necessità di tutti i cittadini della nostra Provincia, ogni giorno più preoccupati dalla mancanza di sicurezza e dal verificarsi di fatti gravi di aggressione e rapine che non appartenevano al nostro territorio.

 

I Segretari Provinciali Generali - Pesaro e Urbino

SIULP

Marco LANZI

CONSAP

Mario SERI

SAP

Francesco PIANCATELLI

COISP

Pasquale FILOMENA

SILP CGIL

Paolo FREGA

 


Documenti allegati

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29 giugno 2009
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Denuncia violazione A.N.Q.