Dopo aver lungamente e pesantemente criticato le iniziative del precedente Gabinetto, il Governo attuale, per le “politiche della sicurezza” in generale e quelle “contrattuali-carrieristiche” in particolare, delude e tradisce le aspettative.
L’attuale maggioranza parlamentare non si rende conto che come fummo determinanti per la vittoria alle ultime elezioni politiche, così potremmo esserlo, per la sconfitta, nelle prossime.
Il trio Tremonti-Berlusconi-Brunetta, non può permettersi di credere che l’operatore di polizia, per il prossimo biennio contrattuale si accontenti di una mancia di circa 65 Eu. medi lordi di aumento (a cui magari sottrarre i 15 di vacanza contrattuale già in busta), che corrispondono solo al 35% di quanto garantì il fu’ criticatissimo duo Prodi-Padoa, e si “beva” le “approssimazioni” che accompagnano tale funesta iniziativa economica.
No, non ci siamo!!
L’intero Settore Sicurezza è in agitazione. Anche coloro che più o meno inconsapevolmente erano vittime della dizione per cui “…gli uomini credono più volentieri alle cose che si desiderano siano vere..” si sono finalmente destati.
I tempi sono maturi per iniziative territoriali di protesta che si concludano con una grande manifestazione nazionale che faccia chiarezza e spazi via gli alibi di chi (politici, sindacalisti, opinionisti) si permette di prendere in giro un intero sistema depositario della cd.”tranquillità sociale” e ostacoli l’adozione di accantonamenti finanziari idonei a salvaguardare la “dignità” e il “decoro” dell’operatore di polizia che, quotidianamente, mette in discussione la propria esistenza umana per poco più di 1.000 Eu. lordi al mese.
E che dire dell’Esercito in ausilio alla “Polizia”?
Non solo risultati trascurabili nella sostanza ma anche un costo su base annua per più di 130 mln. di Eu. che potevano essere spesi per l’acquisto di beni da impiegare nella lotta alla criminalità (a prescindere poi che la “potenzialità numerica”di 3.000 militari immessi nelle città poteva essere facilmente surrogata con la soppressione dei posti fissi gestiti dai Carabinieri presso tutte le filiali della banca d’Italia distribuite sul territorio nazionale).
Ma veramente pensiamo (capovolgendo il discorso) che le Forze di Polizia sarebbero pronte ad essere impiegate in teatri di guerra, stante la loro preparazione?
A mio modesto parere usare strumenti di “guerra” in scenari di “controllo del territorio” vuol dire non aver capito pressoché nulla delle tematiche di “politica criminale”.
E del riordino delle carriere cosa affermare?
Tradite tutte le aspettative. E non ci convincono nemmeno le iniziative legislative, come dire, “adesso …per allora…” promosse da parlamentari ed ex sindacalisti. Senza la quantificazione della spesa complessiva e del riallineamento percentuale con i ruoli delle altre Amministrazioni e Corpi militari (leggasi Carabinieri e G. di F.) ogni Riforma sarà vana e priva di ogni potenzialità.
Sulla “specificità” pare che si è ottenuto un riconoscimento “normativo” che ci “distingue” dagli altri impiegati pubblici. Ma tutto ciò senza un euro di accantonamento che garantisca la ns. “particolarità”.
Ultima ciliegina: sembra vero che la normativa finanziaria in fase di approvazione modifichi la L.133 (conversione D.L.112 cd. ”Brunetta”) e così ci salvaguardia dalla cd. tassa sulla malattia, ma… tutto questo a valere solo dal 1/1/2009!
Per questi prioritari motivi, per evitare che si giunga alla fine della legislatura attuale con le medesime problematiche ancora in piedi e con “promesse” da marinaio ancora una volta da affrontare, credo che una grande MANIFESTAZIONE NAZIONALE sia ormai necessaria e chiarificatrice!!


