Questo Governo sembra ormai incapace di prendere decisioni che non poggino su compromessi al ribasso e con una prospettiva temporale fissata là nel tempo.
Il ministro dell’economia (quello che per questioni recenti e note ed a mio avviso sufficienti ad indurre all’allontanamento e che si è già limitato a dimettersi… sue parole, da inquilino), nelle sue manovre, ha affossato ancor più il ceto medio (quello per intenderci dove trovano collocamento anche gli appartenenti al ns. Settore) tartassando i soliti noti ed ignorando le esigenze economico/finanziarie della crescita. Vediamo, allora, di rammentare solo i punti più salienti di questa brutta e pesante (non) manovra, tutta poggiante sulle entrate per finanziare il deficit e la spesa corrente, trascurando (come detto) la crescita: manovra che determinerà a sua volta nuovi buchi e altro deficit e scoprirà così la prospettiva di nuovi prossimi interventi…fiscali di sottrazione!
1- TAGLI BONUS FISCALI-AGEVOLAZIONI
I bonus fiscali-agevolazioni verranno falciate per un 5% nel 2013 (stima prevista/risparmio 4mld.€) e del 20% nel 2014 (stima prevista/risparmio 20/25 mld. €) se non verrà approvata la delega normativa fisco/assistenza (che non cambia, a mio avviso, per l’invarianza dei saldi, la sostanza delle cose). Nel mirino, quindi, i bonus per le ristrutturazioni edilizie; le agevolazioni per il risparmio energetico; le detrazioni da lavoro dipendente; le detrazioni per figli a carico; le detrazioni per pensione; la tassa sostitutiva per gli straordinari; le spese per la sanità; per gli asili nido; per gli studi universitari.
2- IRPEF SULLA PRIMA CASA
(Collegato al p.1) Dalla deduzione integrale della rendita catastale dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, dal 2014 i proprietari di casa dovranno sommare, al proprio imponibile Irpef, anche il 20% del valore della propria casa ovvero della rendita catastale.
3- TICKET SANITARI
Introduzione da subito di ticket sanitari: €.10 per visite specialistiche; €.25 per interventi emergenziali da codice bianco.
4- STATALI (anche Comparto Sicurezza)
Blocco del turn-over.
Blocco degli incrementi salariali prorogato al 2013 e al 2014.
Interruzione del pagamento della vacanza contrattuale per il triennio 2015 - 2016 - 2017 (facile prevedere l’assenza di futuro recupero) ed interruzione “propedeutica” ad un allungamento del blocco dei contratti pubblici.
5- PENSIONI (anche Comparto Sicurezza)
Taglio alle rivalutazioni annuali Istat. Per gli assegni lordi mensili superiori a €.2380 viene bloccata la rivalutazione. Per questi assegni, comunque, per la quota rientrante nel limite dei 1428 € è prevista una rivalutazione del 70%.
Per le uscite dal lavoro, dopo il sistema delle “quattro” e delle “due” finestre (uscite dal mondo del lavoro posticipate al trimestre e poi al semestre) è stato adottato il sistema del cd. “finestrone” (uscite posticipate di un anno al raggiungimento dei requisiti con ovvi versamenti contributivi che altro non sono se non nuove imposizioni tributarie in quanto non incrementano l’assegno previdenziale).
Con l’adozione del binomio pensione/aspettativa di vita, poi, dal 2013 occorreranno tre mesi in più di lavoro (con aggravio di prelievo e assenza di benefici, come detto).
Probabile a breve, un nuovo intervento sui coefficienti di trasformazione dei montanti contributivi individuali verso il basso (dopo quello di gennaio 2010 che ha provocato una perdita nell’ammontare dell’assegno previdenziale contributivo) giustificato dal formale assunto dell’allungamento della vita media.
AUMENTO IRAP ASSICURAZIONI E BANCHE
Come al solito gli aumenti su questi settori produttivi verranno “scaricati” a valle sui possessori di auto e moto e di coloro che fruiranno dei servizi bancari.
Per quanto riguarda il ns. “martoriato” Comparto, a quanto detto, dobbiamo aggiungere la gravosa beffa contenuta nella manovra 2010 che pur con il mostro normativo degli assegni una-tantum (comunque ancora da definire e liquidare nonostante l’impegno di qualche ministro) rischia di rendere vani gli assegni funzionali, gli aumenti previsti ad anni 13, 23, 15 e 25 di servizio, gli automatismi stipendiali collegati alle anzianità nei ruoli (o qualifiche) per coloro che vi arrivano o vi sono arrivati in corso d’anno o vi arriveranno negli anni futuri per mancanza di copertura finanziaria.
Ecco, d’innanzi a questo nuovo e settoriale “castello d’orrore sociale” di matrice governativa mi sarei aspettato che Confindustria, CGIL, CISL, UIL, ecc., in primis, invece di elaborare documenti cartacei ormai superati dagli eventi giornalieri e quotidiani, avessero avuto, come dire, un sussulto di “praticabilità finalisticamente orientata,” invitando così la collettività tutta (operai, impiegati, pensionati, imprenditori, disoccupati, nuclei familiari) allo Sciopero Generale; Sciopero avente lo scopo primario di dare un Governo d’unità nazionale (se pur di transizione) al Paese, capace di risposte credibili ed effettive alle problematiche ed alle sfide presenti e future. Altrimenti l’alternativa (assai rischiosa ma altamente probabile) è che, nel breve periodo, la coesione sociale, senza alcuna speranza di prospettiva e di benessere, sarà seriamente compromessa, con guai seri per tutti!




