Segreteria Regionale SIULP Marche

- "Il diritto" o "mancato diritto" alla mobilità

Editoriale del Segretario Generale Provinciale Achille Pellizzari

lunedì 12 settembre 2011 di Achille Pellizzari

RUOLO AGENTI / ASSISTENTI. Una giovane mamma di due bambini, rispettivamente di 7 e 9 anni, da undici anni e mezzo lavora in un reparto autostradale che dista 300 km dal Comune natio e dove abitano il marito ed i due figli. E’ in “attesa” di poter essere trasferita in un qualunque Ufficio di Polizia presente nella provincia!

RUOLO SOVRINTENDENTI. In questi ultimi anni, è stata effettuata un’eccellente attività sindacale per fare rientrare il personale nell’originaria provincia, dopo un periodo trascorso fuori di circa 2 anni.
 
RUOLO ISPETTORI. Non c’è alcuna prospettiva! Ci sono alcuni isolati movimenti, giustificati dalle “esigenze di servizio”. Un esempio della situazione? Un Ispettore Capo che lavora a Brindisi andrà in pensione prima di essere trasferito nella propria originaria provincia (Lecce).
 
RUOLO FUNZIONARI DIRETTIVI. Ci sono immissioni nel ruolo che permettono di poter trasferire - a domanda - in tempi ragionevoli; ci sono Funzionari che rimangono nella stessa sede per quindici e più anni; ci sono trasferimenti che avvengono nell’ambito di un progetto futuro di promozione.
 
RUOLO FUNZIONARI DIRIGENTI. Nelle “Marche” si è verificato che:
  1. Dopo una lunga e brillante attività in vari Uffici dislocati nella città di Ancona assumeva l’incarico di Dirigente del Compartimento Polizia Stradale “Marche”; successivamente, veniva trasferito al Compartimento della Polizia Stradale del Piemonte – Valle d’Aosta, rimanendovi per un breve periodo di circa un anno, prima di essere designato Questore di una città che dista 80 km da Ancona.
  2. Dopo una lunga e brillante attività in vari Uffici dislocati nella capitale, assumeva l’incarico di Dirigente del Compartimento Polizia Stradale “Marche”, rimanendovi per circa un anno prima di assumere la dirigenza del Compartimento Polizia Ferroviaria Lazio. Infine, dopo circa un anno, veniva designato Questore di una città che dista 90 km da Roma.
  3. Dopo due anni circa di titolare del Compartimento Polizia Stradale “Marche”, veniva trasferito in quello dell’Abruzzo, la cui sede dista 115 km dalla città in cui vivono i propri familiari.
  4. Dopo aver lavorato ad Ancona, è stato trasferito a Macerata che dista circa 50 km.
Successivamente, è stato ritrasferito ad Ancona; in seguito, ha assunto, per un breve periodo, la Direzione del Compartimento Polizia Stradale “Piemonte – Valle d’Aosta” per poi, infine, essere ritrasferito ad Ancona.
 
Interveniamo, quindi, a tutela della parte più debole nel rapporto individuale di lavoro perché la parte più forte si autotutela da sola!
 
 

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"Il diritto" o "mancato diritto" alla mobilità

12 settembre 2011
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Editoriale del Segretario Generale Provinciale Achille Pellizzari