IL MESSAGGERO (Ancona)
di AGNESE CARNEVALI e MARCO CATALANILa Lega Nord annuncia le ronde ma la Prefettura tira il freno a mano: «Sono illegali». Critiche arrivano anche dai sindacati della Polizia. Mentre in città torna a farsi sentire la voglia di sicurezza, soprattutto dopo l’accoltellamento della scorsa settimana in piazza Ugo Bassi, le “camicie verdi” si dicono pronte a scendere in strada già dalla prossima settimana. Cinque, forse sei anconetani, tutti militanti della Lega, che si preparano ad uscire di casa verso le 22 per controllare che al Piano tutto sia tranquillo. «Al più presto ci costituiremo in associazione», spiega il coordinatore comunale Sandro Zaffiri, che giovedì sera in un incontro pubblico nella sede della II circoscrizione ha parlato dell’organizzazione dei volontari della sicurezza. «Non si tratta di ronde squadriste - precisa - ma di un insieme di cittadini che si mettono a servizio della città per renderla più sicura. Vigileremo su strade e vie, segnalando poi alle forze dell’ordine eventuali situazioni realmente o potenzialmente criminose».
I leghisti si costituiranno in associazione e faranno istanza, come da decreto al commissario straordinario Carlo Iappelli che, d’intesa con il Prefetto, potrà decidere se dare il via libera allo svolgimento del servizio. Iter da seguire alla lettera anche perché il prefetto D’Onofrio è categorico. «Se prima - spiega - si tollerava una certa autogestione, soprattutto al Nord, ora c’è una disciplina da seguire». E se una parte (il sindaco) o l’altra (il Prefetto) non è d’accordo, niente ronde. Al primo cittadino spetta il compito di raccogliere le adesioni, al rappresentante del governo sul territorio, quello di vagliare i nomi e di conservare gli elenchi. E D’Onofrio sembra poco propenso a lasciare campo libero alla Lega. «Se qualcuno decidesse autonomamente di organizzare ronde - dice - farò intervenire la Questura». Non a caso ieri pomeriggio Zaffiri, dopo un incontro d’urgenza con D’Onofrio, dichiarava di voler concordare al più presto un incontro col commissario Iappelli per concordare l’attività delle squadre dei volontari. Gli “abusivi” rischiano denuncie per disturbo della quiete pubblica o usurpazione di pubbliche funzioni. D’Onofrio è chiaro. Senza nulla togliere alla voglia di maggior sicurezza (in Prefettura arrivano parecchie telefonate di gente che chiede di poter prendere parte alle ronde), il prefetto sembra intenzionato a ponderare bene le decisioni, valutando di volta in volta richieste e situazioni. Intanto i sindacati di Polizia fanno muro. «I liberi cittadini che decidessero di aderire a queste associazioni per la sicurezza potrebbero mettere a rischio l’incolumità pubblica nonché la loro stessa persona - dice Filippo Moschella, Sap Ancona -. Queste persone potrebbero trovarsi di fronte a malviventi pericolosi o a situazioni che potrebbero non essere in grado di gestire, per mancanza di adeguata professionalità». D’accordo anche Paolo Molinelli, Siulp Marche. «È pericoloso - dice - affidare questioni di sicurezza pubblica a privati cittadini che, anche in assoluta buona fede, potrebbero dover far fronte a situazioni per le quali non sono appositamente addestrati».




