Dopo aver affrontato nell’articolo “Manovra salva-Italia” e Comparto Sicurezza le cd. novità in campo previdenziale, come appunto là annunciato, nel presente documento proverò ad approfondire gli sviluppi “contrattuali” di natura sindacale, partendo dall’odierna fase economico-finanziaria e, concentrandomi sulle prospettive possibili, vedere quali saranno i cd. spazi di agibilità sindacale che dovranno essere strategicamente “fagocitati”.
Dal lato contrattuale, andando a riassumere, siamo messi così:
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blocco del contratto di 1° livello almeno fino al 2014;
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sistema di calcolo dei “trattamenti di fine servizio” modificati con l’adozione pro-rata dal 2011 del meccanismo in vigore per i TFR (evidentemente più penalizzante);
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attesa degli assegni “una tantum” derivanti dalla pubblicazione dell’arcinoto DPCM inerente all’anno 2011 e relativo alle indennità e scatti stipendiali stoppati che, data la dote finanziaria preventivata, qualche apprensione ulteriore, per gli anni 2012 e 2013, genera.
Quali dovranno essere, allora, le “priorità” su cui la Nostra Organizzazione dovrà puntare (anche facendo la consueta opera di “mediazione-illustrativa” e “sintesi” con le altre sigle del Comparto)?
-In primo luogo dovrà concentrare tutti gli sforzi di breve periodo affinché:
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le risorse del nominato DPCM siano sufficienti per corrispondere quanto dovuto ad ogni avente diritto, anche per gli anni 2012 e 2013;
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che tali “provviste” siano necessariamente congrue a trasformare gli assegni “una tantum” in corrispettivi “strutturali” e tali così da garantire le “poste” previdenziali e liquidatorie, che altrimenti risulterebbero “scoperte”.
-In secondo luogo, dopo aver assodato che data la stessa natura degli istituti contenuti in esso, il blocco delle procedure contrattuali non riguarda il 2° livello di contrattazione , bisognerà concentrare tutti gli “sforzi possibili” per rendere il fondo integrativo più corposo (e tale magari da far recuperare da subito l’equivalente di €.20-25 mensili che corrispondono circa al “corrispettivo medio annuale” del contratto di 1^ livello, già “congelato”).
Come fare? Un primo aiuto credo che ci provenga dalla ricerca governativa di “crescita economica” poggiante sulla “ maggiore produttività determinata da un’evidente contrazione di inefficienze di sistema” (non dimenticando che per il Settore Sicurezza la cd. “produttività” si misura anche con il mantenimento di un buon livello di “pace sociale”; specialmente in un ambito di convivenza civile dove la combinazione di recessione, pensioni più basse, redditi reali decrescenti e minore occupazione, non ne rappresentano un buon viatico).
Dopo le sbandate passate, dove la spinta alla crescita economica è stata concretizzata solo in un aiuto alle imprese, ora l’incentivo alla produttività dovrebbe toccare i dipendenti attraverso un alleggerimento del prelievo fiscale e contributivo che attualmente grava sulle indennità accessorie delle buste paga (riduzione del cd. cuneo fiscale) e senza limiti di reddito di riferimento (la produttività dovrà riguardare, in particolare per il Comparto Sicurezza, tutti i soggetti contrattualizzati). Si tratta di “poste economiche,” quindi, da quantizzare anno su anno.
Bene. Lo stesso Governo per mezzo del Premier (altro stile ed altre capacità, ndr.) ha evidenziato che si attende molto dalla lotta all’evasione fiscale e che a differenza del passato, volutamente, nella manovra salva- Italia, non ha voluto conteggiare alcun nuovo introito relativo a questa voce. Sarà tutto un di più ( e le sorprese su questo versante saranno più che accettabili) ed ogni euro che entrerà, questo l’impegno governativo, sarà destinato alle famiglie, agli ammortizzatori sociali e, per l’appunto, alla crescita. Sta a noi dirigenti sindacali Siulp essere della partita e giocare da professionisti. Sull’argomento, un contributo attivo sicuramente potrà giungere dal ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi che (probabilmente non sapendolo, ma da persona saggia e attenta a quello che nel mondo del lavoro accade) ha fatto proprio l’obiettivo da Noi affermato in occasione della recente fase Congressuale e cioè che… “ attraverso la ristrutturazione dello Stato, dai tagli agli sprechi ed alle inefficienze, possono giungere risorse per le buste paga dei dipendenti pubblici da impiegare per il cd. “Integrativo.” All’uopo, ricordo che la norma contrattuale istitutiva del cd. “fondone” trova compatibilità finanziarie vive dai “risparmi d’Amministrazione” (ndr.).
Riporto, (e non a caso), alcuni passaggi dell’intervista concessa dal Ministro della P.A. ad un noto quotidiano nazionale, “Il Messaggero,” in data 29/12:
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D-Passiamo a quella che lei definisce “ristrutturazione”. Cosa vorrà dire e che tempi avrà?
R-“In pratica vuol dire abbandonare la logica dei tagli lineari e cercare di attaccare gli sprechi senza tagliare i servizi”.
D-Bello, ma come?
R-“Dobbiamo tendere ad unificare tutto ciò che è unificabile sul territorio e dobbiamo puntare alle economie di scala. Esempio: se gli uffici del Lavoro e quelli di Polizia si occupano di immigrazione dovranno offrire al pubblico un unico sportello. Ancora: le amministrazioni dello Stato che fanno lavori simili, penso alle Forze dell’ordine, dovranno dotarsi di centrali univoche di acquisto per contrattare prezzi più bassi con i fornitori”.
D- In passato tentativi analoghi hanno incontrato resistenze insuperabili.
R- “Lo sappiamo. Ma istituiremo delle aree sperimentali per fare in modo che poi le varie amministrazioni copino quelle migliori senza trovare scuse. Ci vogliono best practive e parametri chiari di riferimento ai quali tutti dovranno attenersi raggiungendo risultati di maggiore efficienza. Una strada, questa, che può essere imboccata anche senza nuove leggi ma con semplici norme amministrative. La volontà politica c’è. Ne ho parlato con il Ministro dell’Interno e ho riscontrato la massima disponibilità ad affrontare in profondità il problema dei costi dell’amministrazione attraverso la riorganizzazione degli uffici e le centrali uniche d’acquisto”.
D- Scusi, ministro, lei sta dicendo che, ad esempio, Polizia e Carabinieri dovrebbero eliminare le sovrapposizioni fra di loro e unificare i loro “uffici acquisti”?
R- “Non posso entrare in competenze di altri ministri. Dico che la logica dell’economia di scala deve essere generalizzata e questa direttiva varrà per tutti. Anche perché da questa logica potrebbero scaturire benefici per tutti i pubblici dipendenti”.
D- Si spieghi.
R- “Sarebbe opportuno mettere in pratica la legge che prevede di destinare il 50% dei nuovi risparmi alle buste paga dei lavoratori”.
D- E’ già successo che il Tesoro abbia incamerato l’intero importo dei risparmi ottenuti sulla pubblica amministrazione.
R- “Parlo di risparmi ulteriori rispetto alle spese attuali. Deve scattare un interesse comune fra Tesoro e dipendenti pubblici in modo che il primo spenda di meno e che i secondi godano di un dividendo per la maggiore efficienza”.
D- Ma c’è il blocco dei contratti.
R- “Ma non della contrattazione integrativa. In ogni caso è mia intenzione coinvolgere il più possibile i lavoratori e i sindacati in questa fase di ristrutturazione”.
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-In terzo luogo, credo che dobbiamo attrezzarci e mettere in cantiere tutte le iniziative consentite per giungere presto alla delega normativa del cd. ”riordino delle carriere” sia facendo riferimento ai soldi “strutturali” accantonati (anche se non eccessivi) che ai finanziamenti annuali ulteriori e che permetta, così, in un tempo certo, una “riqualificazione funzionale generalizzata” della ctg.; premessa, quest’ultima, necessaria per ri-porre in equilibrio il binomio “rischio professionale”-“corrispettivo-finanziario”.




