Segreteria Regionale SIULP Marche

- Perché questo governo ha tradito le aspettative della categoria

venerdì 18 marzo 2011 di Franco Burdo

In fase di preparazione alle elezioni del 2008 lo schieramento politico che poi sarebbe divenuto PDL promise ai poliziotti italiani che, vinte le “politiche,” avrebbe fatto giustizia della scarsità delle retribuzioni degli addetti alla Sicurezza sull’oggettiva valutazione dello “scostamento” di quanto percepito in termini di stipendio da Questi rispetto alla media retributiva degli Operatori europei. Dopo tre anni di legislazione (dei cinque previsti) siamo invece in una situazione “barricadera” dove non solo le “promesse elettorali” sono rimaste tali (anche dinnanzi a deficienze oggettive) ma giornalmente scendiamo in piazza per impedire che i nostri diritti (non solo quelli economico-finanziari) vengano irresponsabilmente “polverizzati”.

Con questo documento cercherò di fare un po’ di chiarezza sulla situazione venutasi a creare a seguito di più provvedimenti di natura anche contabile che, lungi da far sintesi (ricordate quando esisteva solo la L. Finanziaria)? hanno reso ancor più difficile comprendere in quale “palude” ci hanno relegato e dove, forse, riusciremo a riemergere con qualche possibilità di successo.

Le “sofferenze” (almeno quelle primarie), possono essere individuate nel D.L.78/2010 che ha introdotto tali paragrafi penalizzanti e che non tiene in alcun modo la ns. “specificità” (tra l’altro oggi riconosciuta per legge):

  1. il blocco triennale (2011-2012-2013) dei rinnovi contrattuali di lavoro;
  2. il blocco delle procedure negoziali per i medesimi anni (che potrebbe portare all’interruzione delle dinamiche per l’Integrativo 2011/2012/2013);
  3. il blocco della disponibilità di quanto prodotto in termini di lavoro cd. accessorio;
  4. il mancato riconoscimento economico in caso di promozioni;
  5. il “congelamento” dell’assegno di funzione al compimento dei 17 – 27 - 32 anni di servizio effettivo;
  6. il blocco delle risorse destinate al pagamento del personale ed assegnate annualmente ad ogni Amministrazione;
  7. l’introduzione della cd. finestra mobile che impone, sia per i trattamenti previdenziali di “vecchiaia” che di “anzianità,” la permanenza in servizio per almeno 12 mesi in più;
  8. la modifica della “buonuscita” in Trattamento di fine Rapporto (adozione di un sistema di calcolo meno riconoscente).

Ora, dopo una continua “permanenza sindacale” ed una pressante attività di “sensibilizzazione politica,” siamo riusciti ad ottenere, in seno alla L.122/2010 di conversione del D.L.78, modifiche di non trascurabile importanza (anche alla luce del contesto storico/politico in cui è stato “posto” il ns. Paese).

All’art.9 (blocco della massa salariale) è stato introdotto un ampliamento del comma 1 (di vantaggio per la Ctg.) ed inserito ex-novo il comma 2-bis (in qualche modo limitativo del successo determinato dal c.1).

Proviamo a fare chiarezza.

Attraverso il “passaggio normativo” appena descritto si è ottenuto che dal cd. blocco della massa salariale individuale non siano ricompresi:

-gli arretrati contrattuali percepiti a gennaio 2011; arretrati percepiti per progressioni di carriera avvenute nel 2010; eventuali variazioni retributive anche in incremento nel prossimo triennio rispetto al 2010, derivanti dall’applicazione degli istituti quali maternità; malattia; missioni svolte all’estero; eventuali variazioni retributive, anche ad incremento nel prossimo triennio, riguardanti “l’effettiva presenza in servizio” (lavoro straordinario; missioni; ordine pubblico; servizio esterno; notturno; festivo; reperibilità; cambio turno; produttività etc.).

Risultano, quindi, a tutt’oggi “inglobati” nel cd. blocco individuale della massa salariale di valenza triennale (per cui non si percepirà, allorché raggiunti i requisiti, quanto dovuto) il corrispettivo riferito all’assegno funzionale al raggiungimento dei 17 -27 -32 anni di effettivo servizio; gli automatismi stipendiali che non sono considerati come progressione di carriera (anzianità di 8 anni nella qualifica di Assistente C.; anzianità di 8 anni nella qualifica di sovrintendente C.; Isp.Sups; nonché 10 anni nella qualifica di Isp.C.; oltre gli automatismi per i direttivi e i dirigenti a 13, 15, 23, 25 anni.

Riguardo al comma 2-bis è stato introdotto il cd. “blocco della massa salariale di amministrazione”. Con ciò è stato statuito che per il triennio 2011-2012-2013 le risorse destinate annualmente al trattamento accessorio per il personale non potranno superare quelle a bilancio del 2010 e, ridotte automaticamente, in misura proporzionale alla riduzione di personale in servizio.

Un discorso a parte merita la cd. “progressione in carriera”.

L’art.9 comma 21 dell’articolato già richiamato, in sintesi, prevedeva che le eventuali progressioni di carriera del personale del Comparto Sicurezza (sia “contrattualizzato” che “non contrattualizzato”/ruolo dirigenziale) venivano riconosciute esclusivamente ai fini giuridici e non economici (con impossibilità di successivi recuperi). Con l’introduzione dell’art.8 comma 11-bis è stata introdotta una forma di “specificità” con la previsione di un fondo presso il Ministero del Tesoro di 80 mln. di Eu. per gli anni 2011 e 2012 destinato al finanziamento di misure perequative per il personale interessato dall’art.9 citato.

A parere del Siulp questa “posta” accantonata non è sufficiente a garantire tutte le cd. progressioni di carriera del Comparto (servirebbero almeno 200 -250 mln di Eu. ad anno; 35 ad anno solo per i non contrattualizzati, ndr.).

L’esito della battaglia che si combatterà nel Consiglio dei Ministri del 23 marzo p.v., quindi, sarà sufficiente a comprendere chi si muoverà per gli 80 mln., per cui le progressioni in carriera potenziali avranno titolo nella forma “assegno una tantum” (con l’introduzione della formula “gioco dell’oca” –anno 2011 avanti; anno 2012 indietro con ritorno al punto di partenza) ovvero vorranno alzare il quantum affinché le progressioni di carriera avvengano con la caratteristica dell’”assegno ad personam”.

E’ nostra intenzione, come Organizzazione, mettere in campo tutte le energie affinché le lacune finanziarie che impediscono gli automatismi esclusi dalla sanatoria del tetto retributivo salariale individuale (leggasi “assegno funzionale” e “automatismi stipendiali” prima indicati) trovino compimento con fondi a ciò dedicati.

Sul tappeto rivendicativo della Ctg. restano naturalmente anche gli obiettivi della delega per lo storico “riordino delle carriere” (già in parte finanziato con 119 mln. di Eu. a regime) e il decollo della previdenza integrativa. Quest’ultimo punto ormai non più rinviabile alla luce anche della modifica del sistema di calcolo con decorrenza 1/1/2011 del Trattamento di fine servizio”.

Il nostro Sindacato, con serietà e presenza costante, è, e sarà sempre attivamente impegnata (senza alcun cenno di retorica), ad “ottimizzare” i risultati che si presenteranno all’orizzonte ed informerà tempestivamente la Ctg. sulle eventuali iniziative che si renderanno necessarie per vedere le nss. posizioni giuridiche, sempre condivise con la nostra base, finalmente riconosciute.

 


Documenti allegati

Perché questo governo ha tradito le aspettative della categoria

18 marzo 2011
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del Segretario Generale Regionale Siulp-Marche - Franco Burdo