Chiusa la partita della “coda contrattuale 2006/2007” (con lo statino paga di giugno abbiamo visto gli arretrati dell’indennità pensionabile; con lo statino accessori di giugno abbiamo ricevuto gli arretrati della voce straordinario; con lo statino di luglio riceveremo il corrispettivo per l’assegno funzionale “anticipato” e per quello della nuova fascia dei 32 anni) entriamo finalmente nel vivo delle politiche per il rinnovo 2008/2009 (con un ritardo di quasi 20 mesi). Le risorse attualmente disponibili sono circa i 2/3 di quelle del precedente accordo. Per avere, quindi, un rinnovo in linea con i precedenti contratti (peraltro soddisfacenti ma non ottimali) dovremo (per forza di cose) “sindacalmente” attrezzarci per sintetizzare le diverse posizioni di merito di cui sono portatori i diversi attori della partita ed avviarci a “chiudere,” così, nel breve periodo, la fase contrattuale quadriennale, con un’unica proposta. A titolo d’esempio, per elevare la “provvista contrattuale” si potrebbe pensare, allora, in primo luogo, a far finanziare la “specificità” ottenuta normativamente ed oggi “scoperta.” Poi, ad agire sulle decorrenze, in modo che magari rinunciando a “valenze arretrate” si possa pensare di investire il risparmio sulle “prospettive temporali”.
Dopo questa tappa, volta a migliorare le retribuzioni, dobbiamo farci trovare pronti per accettare la sfida del nuovo modello contrattuale, probabilmente valido anche per il nostro Settore, ed inerente al triennio 2010 – 2012.
Il nuovo sistema non poggerà più sull’accordo del 1993 che applicava, in sintesi, in sede di contratto nazionale, aumenti rapportati all’inflazione programmata individuata dal Governo nel Documento di Programmazione Economico-Finanziaria (DPEF); bensì su un nuovo indice IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato) depurato dalla componente relativa all’energia importata.
Le parti sociali (governo e sindacato) hanno già fissato gli indici di riferimento per i prossimi rinnovi collettivi di 1° livello. Riportiamo di seguito una tabella esaustiva di confronto dei potenziali aumenti con il nuovo indice rispetto agli aumenti che si potevano invece rivendicare con l’accordo di luglio 1993.
| INDICE | 2010 | 2011 | 2012 | TOTALE |
| Inflazione programmata | 1,5% | 1,5% | 1,5% | 4,5% |
| IPCA | 1,8% | 2,2% | 1,9% | 5,9% |
| DIFFERENZA | +0,3% | +0,7% | +0,4% | +1,4% |
A questo punto starà a noi “ottimizzare” questo differenziale (trasformando la % in danaro contante e trasferendo il corrispettivo sul punto “parametrale”).
In termini di 2° livello, invece, ci stiamo attrezzando per un riconoscimento effettivo della nostra “professionalità” e della nostra “specificità” che non lasci più alibi a nessuna compagine Governativa (così come avvenuto in passato e così come oggi avviene) per non dar seguito a quanto proclamato.



