E’ la prima volta che scrivo in questa onorabile carta intestata e sono sempre più convinto della scelta fatta, tralasciando sentimenti di affetto che mi legano a molte persone che hanno condiviso con me dei momenti irripetibili e che mi hanno permesso di maturare sotto il profilo sindacale ed umano. Sentimenti accantonati in nome della convinzione che l’unione delle forze sotto un grande sindacato, con un preparatissimo segretario provinciale, ci possa portare ad ottenere quei risultati che tutti quanti, in fin dei conti, cerchiamo: LAVORARE CON SERENITA’ ED EQUITA’!
Ebbene faccio mio questo motto credendo di parlare in nome di tutti voi che avete portato il SIULP ad essere il più grande sindacato anche a Civitanova Marche, cosa mai accaduta prima.
Mi sento di ringraziare tutti della fiducia; avete creduto nel progetto ed io, come le segreterie, provinciale e nazionale (che sta attentamente monitorando la situazione), farò in modo che il risultato prefissato sia raggiunto, senza peraltro cercare di colpire in malo modo altri colleghi. Ritengo doveroso dire infatti, che la posizione del SIULP non è quella di annientare qualcuno, ma solo di rendere questo ufficio funzionale, equo e sereno; per far ciò c’è bisogno del coinvolgimento di tutti. Possiamo forse pensare di lavorare fino alla pensione con i coltelli tra i denti in un piccolo ufficio come il nostro? Forse trovate idilliaco che colleghi siano sottoposti a procedimenti disciplinari o penali e che ne risentano nel fisico e nel morale? Abbiamo il diritto noi di inveire sui nostri stessi colleghi, con problemi famigliari anche gravi, con la sola motivazione che “se la sarebbero voluta perchè sono andati contro il Dirigente?” Siamo in grado noi TUTTI di scagliare la prima pietra contro chicchessia? Rispondetevi da soli! Io vi posso solo far ragionare su una cosa; la maggior parte di noi dovrà rimanere qui fino alla pensione e non mi sembra opportuno calpestare il prossimo per tornaconto personale. Si può dissentire o essere favorevoli alla gestione di un Dirigente qualsiasi, ma che rimanga il rispetto per l’uomo. Non stiamo parlando di delinquenti, ma di colleghi che come noi sbagliano e possono avere convinzioni diverse, ma guai a cercare per forza la loro capitolazione, ne verrebbe meno la dignità.
Ritengo necessaria una cosa fondamentale per ottenere il massimo da un ufficio: il DIALOGO! Con il dialogo e l’elasticità si sarebbe potuto cogliere il meglio da ognuno.. qualcuno alla fine avrà dato 80, altri 20, ma tutti saremmo stati partecipi dell’attività e dei risultati…………
Esorto tutti e sotterrare “l’ascia di guerra” e fare nostra un po’ di umiltà, qui tutti possiamo fare tutto.. un sogno però ce l’avrei: togliere qualche notte alla categoria più disagiata, magari effettuando una rotazione tra tutto il personale, fino alla qualifica di ispettore Capo.. previa costituzione di un apposito registro (escludendo chi ha superato i 50 anni di età)…Utopia?.. No! .. solo un’idea che per diventare realtà dovrà per forza di cosa essere condivisa dalla stragrande maggioranza, potremmo cosi raggiungere due obiettivi: dare sfogo in qualche modo a quanto deciso in A.N.Q. (cosa altrimenti impossibile in un ufficio come il nostro) e far riprendere coscienza a chi non rammenta bene, su chi siano i veri disagiati in servizio.
Ringrazio tutti per l’attenzione ricordando che il la segreteria provinciale metterà, a breve, in funzione un “punto di ascolto” settimanale all’interno del “nostro” Commissariato per informare i colleghi su tutte le attività sindacali.
Il Segretario di Sezione
Luca DOMENELLA




