Siamo alle solite: “impantanati;” “bloccati economicamente, politicamente, amministrativamente”: praticamente privi di un senso di futuro. Ma c’è ancora una maggioranza parlamentare, un Governo della cosa pubblica, un Apparato amministrativo capaci di confortare, indirizzare, risolvere quelle che sono le esigenze, i bisogni e le aspirazioni (di piccola o grande portata) del cittadino o, veramente, ci siamo “messi” (più o meno consapevolmente) in mano al girone prospettico dell’Inrca?
I latini (grandi filosofi e sociologi) sostenevano che “i sudditi si conformano alla religione del principe di turno” (cuius regio, eius religio) spegnendo e banalizzando così ogni potenziale “iniziativa creativa” che nasce da chi, evidentemente, “suddito e cortigiano” non lo è, e che delle “cose” che lo riguardano vuole avere una percezione diretta.
Per rimanere su un terreno concreto e praticabile (alimentandoci dalla passione non contaminata dall’esperienza) e cercando di portare un po’ di chiarezza all’interno del tunnel economico/politico/finanziario, in cui da troppo tempo siamo entrati (nella speranza che quella luce che si vede in fondo alla strada… non sia un treno che ci sta per investire), dinanzi ad una prossima manovra da 40 mld di €. (probabilmente luglio manovrina da 7 mld. e per fine anno manovrone da 33) c’è chi pensa di risolvere il tutto costruendo “ponti e strade” immaginarie; spostando “Palazzi” ovvero adottando “architetture statali” che di federalismo hanno ben poco.
A questi signori, che vivono agiatamente grazie alle tasse ed imposte gravanti sui cittadini che ormai “sono costretti a pagarle” e non possono evaderle, (alla faccia della tenuta morale ed etica della collettività) se non sono, come dire, consapevoli del “bingo” (e non “bunga”) quotidiano che incassano ogni mattina quando si svegliano per non fare “abbastanza per i più (togliendo magari “qualcosa” a chi ha di più) che si sono mostrati non capaci di “ottimizzare” le risorse e “mantenere fede alle promesse” politiche avanzate, occorre.. notificare a suon di schiaffi (elettorali) lo sfratto!!
E allora come non evidenziare che un ministro del tesoro “avanguardista” avrebbe dovuto fare le barricate su taluni punti programmatici (che hanno anche una grande leva di coesione sociale) tra cui l’abolizione delle provincie; l’accorpamento dei comuni sotto i 5.000 residenti; l’eliminazione delle comunità montane; l’effettiva abrogazione degli enti cd. inutili; il dimezzamento del numero dei parlamentari; l’abolizione del finanziamento dei partiti e dei loro giornali; l’abrogazione da subito dei loro assegni previdenziali perché attività comunque “onorifica”; il blocco delle consulenze per le pubbliche amministrazioni; una nuova ed “attualizzata” legge per gli appalti pubblici (con la limitazione del giochetto dei ribassi); la reintroduzione dei ticket sanitari in % al reddito dei fruitori del servizio (esenzione oggi prevista per tutti coloro che non eccedono un reddito corrispondente agli ex 70 mln. di lire); la limitazione del contenuto numerico dei preparati contenuti nelle confezioni medicamentali offerti dal servizio nazionale; l’apertura degli “ordini professionali”; il blocco delle spese militari come l’acquisto di aeromobili; l’interruzione delle missioni militari all’estero; la smilitarizzazione della “G. di F.”; la lotta all’evasione ed alla elusione fiscale non con il contributo, a ribasso, delle cd. conciliazioni bensì con un sistema strutturale che “rieduchi” il contribuente infedele; la riduzione organica delle 4 Forze Armate; il “gemellaggio” funzionale e gestionale dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato sotto la direzione del Viminale con riduzioni consapevoli di organico e di ricadute positive in termini di stipendi; la “privatizzazione” del sistema carcerario, ecc. per far emergere ed eliminare inefficienze e sprechi.
Se tale immaginario ministro del tesoro avesse fatto ciò, le risorse così recuperate (e vi assicuro che non sarebbero state di entità trascurabile), per un terzo sarebbero potute essere indirizzate per “stabilizzare” il debito pubblico; per un terzo per “iniziare al lavoro i giovani e garantire i centri di ricerca; per un terzo per alleggerire il carico fiscale per le piccole e medie imprese che assumono e per la restituzione del cd. “drenaggio fiscale” (in sintesi, il problema di più tasse da pagare per via dell’inflazione) che è quel meccanismo che impedisce al Governo di… mettere le mani nelle tasche dei nostri pantaloni per la semplice constatazione che queste si sono, come dire, “corrose”.
Ecco, non bisogna per forza essere persone “anziane”, “mascherate”, vestiti di “scuro” per capire che le cose lasciate così come sono, non vanno bene!!




