Segreteria Regionale SIULP Marche

- Sistema previdenziale e nostro futuro (2)

“Sembra che il tempo non trascorra…”

mercoledì 31 gennaio 2007 di Franco Burdo

“Sembra che il tempo non trascorra…”

 Mai un’affermazione è risultata così attualizzata per focalizzare le vere o presunte difficoltà che accompagnano il sistema previdenziale. Negli ultimi quindici anni abbiamo assistito ad almeno tre Riforme complessive e severe ed ancora i conti non… tornano (sarà poi veramente così?).

 Dinanzi ad un intervento sul sistema previdenziale approfondito ed approvato dal precedente Governo con il plauso della Commissione Europea (che nel bene o nel male è stato voluto dall’allora maggioranza parlamentare e quindi dalla collettività) e che ha avuto almeno il merito di tentare di riequilibrare i conti (risparmi quantificati in più anni sino a 150 mld.di Euro se abbinato il tutto ad una modifica dei coefficienti di trasformazione per i “pensionandi contributivi”) la nuova compagine Ministeriale è pronta (almeno nelle intenzioni di principio) a rimettere tutto in discussione (pure la caratteristica “usurante” garantita ed assicurata oggi alla nostra attività lavorativa?).

 Alcuni politici di primo piano dell’attuale maggioranza sono pronti a far fronte per eliminare il cd.”scalone” della L.Maroni (la quale prevede che dal 2008 la pensione di anzianità si raggiungerà solo se si avranno 35 anni di contribuzione e 60 anni di età anagrafica invece degli attuali 57 anni) introducendo un sistema di scalini incentivanti/disincentivanti (sistema tutto da costruire e concordare). I portatori di tale teoria sostengono che è penalizzante costringere un “pensionando” a lavorare 36 mesi in più perché ricadente nello sbarramento anagrafico 31/12/2007-1/1/2008 (ma allora in che altro modo far “cassa” senza introdurre criteri meno complessi?; e, poi, perché non ci si è altrettanto preoccupati di coloro che per un giorno -31/12/95-1/1/96 non potendo vantare un’anzianità contributiva di 18 anni sono così stati introdotti in un sistema di calcolo previdenziale ampiamente meno vantaggioso?).

 Di fronte a queste scaramucce politiche di minacce di Riforme e contro-Riforme che non hanno alcun effetto se non quello di creare allarme e preoccupazione nei destinatari (così replicando l’anno 1997) ritengo che lungimirante sarebbe il preservare lo “scalone” per la pensione di anzianità e l’aumento dell’età pensionabile per il trattamento di vecchiaia a 65 anni per le donne.

 E per il nostro Settore?

 Il Siulp ha il compito di vigilare ed elaborare un’azione che accomuni negli obiettivi finalistici anche le altre organizzazioni di categoria del “comparto sicurezza” per non trovarsi scoperti allorché cercheranno di minare (e credo che tenteranno di farlo) il “sistema previdenziale” attuale a noi riservato (già ampiamente modificato “in peggio” dal D.L.vo nr.165/1997).

 I punti di tenuta e di risanamento delle criticità dovranno riguardare:

Sistema retributivo

a) salvaguardia del D.Lvo 165/97;

b) rivalutazione del 18% dell’indennità pensionabile sull’assegno previdenziale;

c) inserimento di tale emolumento sul TFS (liquidazione di fine servizio).

Sistema contributivo

a) adozione di un fondo collettivo di categoria per l’integrazione previdenziale;

b) previsione dell’applicazione del coefficiente di trasformazione del sessantacinquesimo anno per la pensione di vecchiaia in luogo di quello dei 60 anni più penalizzante.

 Se sapremo far ciò avremo reso un grande e tempestivo servizio alla categoria.

 


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Sistema previdenziale e nostro futuro (2)

31 gennaio 2007
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“Sembra che il tempo non trascorra…”