Segreteria Regionale SIULP Marche

- Vi racconto una favola

giovedì 8 aprile 2010 di SIULP - Macerata

 
 
AL SIG. QUESTORE DI MACERATA
 
AL SIG. DIRIGENTE COMPARTIMENTO POLIZIA STRADALE “MARCHE” DI ANCONA
 
AL SIG. DIRIGENTE SEZIONE POLIZIA STRADALE DI MACERATA
 
 
“Era un sabato sera quando una pattuglia della stradale intima l’ALT ad una macchina con a bordo tre stranieri, uno dei quali privo di qualsiasi documento, in località Civitanova Marche.
 
Fatto l’accertamento di rito presso la banca dati C.E.D., tramite l’operatore del C.O.T. della Questura di Macerata, e contattati telefonicamente, prima il “Capo Turno” della medesima Questura e, successivamente, il Funzionario di Turno reperibile omissis, gli operatori e lo straniero si portavano presso il vicino Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche ai fini del fotosegnalamento.
 
Dagli ordini di servizio giornalieri del sabato e della domenica (oramai prossima), nessun operatore della scientifica risultava reperibile.
 
Nel frattempo (erano quasi le 24,00) chiamava al centralino del Commissariato - per la presa visione del proprio turno di servizio della domenica – un operatore del Posto di Segnalamento e Documentazione di Civitanova Marche, omissis.
 
Essendo in quel momento presente nella sala operativa il capo pattuglia, quest’ultimo coglieva l’occasione per rappresentare all’operatore della Scientifica la situazione venutasi a creare, ottenendo dallo stesso l’immediata disponibilità ad intervenire in servizio, salvo l’autorizzazione del proprio Dirigente: una questione che avrebbe chiesto circa dieci minuti d’attesa.
 
Sembrava oramai risolta l’esigenza di servizio quando, invece, il Funzionario disponeva di non autorizzare la chiamata della Scientifica, così dicendo: “non posso autorizzare a chiamare in servizio il omissis perché nel corrente mese ha già effettuato cinque turni di reperibilità ed il sesto non posso darglielo” (si precisa che il sesto sarebbe stato “a ratifica”). Ed aggiungeva, inoltre: “non posso farle niente chiami il suo Dirigente”.
 
A quel punto, tutto si complicava nuovamente: si chiamava telefonicamente il reperibile per la specialità Polizia Stradale in provincia, il quale suggeriva di contattare il Dirigente la Sezione.
 
Contattato, quindi, il Funzionario, lo stesso invitava gli operatori ad attendere qualche minuto, in quanto avrebbe – a sua volta - contattato il Capo di Gabinetto della Questura.
 
Dopo circa quindici minuti, il Dirigente della Sezione disponeva di portarsi in Questura, unitamente alla persona straniera, poiché era riuscita – su indicazione del Capo dei Gabinetto - a rintracciare un collega della Scientifica di Recanati, libero dal servizio e non reperibile”.
 
 

ORA BASTA !!!

 Non possiamo più tollerare che sul personale impiegato in servizio sul territorio ricadano negativamente le disfunzioni di un’organizzazione del lavoro fondata sulla subordinazione gerarchica!
 
Non possiamo più tollerare che quando è l’agente ad incorrere in una negligenza in servizio, l’Amministrazione è solerte nell’infliggere la relativa sanzione; mentre quando è il Funzionario ad incorrere in un comportamento dannoso per il servizio, si fa sempre finta di niente!
 
Non possiamo più tollerare che il lavoro quotidiano dell’operatore che lavora sulla strada possa rappresentare una vera e propria favola da raccontare.
 
IL S.I.U.L.P. CHIEDE AI DIRIGENTI DELLA SPECIALITA’, ANCHE IN VIRTU’ DI ALTRI GRAVI EPISODI IN CUI L’OPERATORE DELLA STRADA SI E’ DOVUTO COMPIERE - DA SOLO – TUTTA UNA SERIE DI ACCERTAMENTI, DI “FARE QUADRATO” SUI SUOI UOMINI, TUTELANDO LA LORO SICUREZZA ED ATTIVITA’.
 

 


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Vi racconto una favola

8 aprile 2010
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