La difesa della dignità professionale e umana di un collega è la nostra priorità

In merito alla recente vicenda delle scorte e alla nostra campagna “#SiamoTuttiVenditoriDiNociDiCocco” avvertiamo l’esigenza di fare alcune precisazioni.

La questione va scissa dai turni contrattati. Su questo abbiamo fatto le opportune considerazioni con i nostri iscritti, abbiamo compreso alcuni errori di metodo, avendo attuato, di conseguenza, tutte le procedure per rivedere tale turnazione.

Sarebbe un grave errore o una evidente strumentalizzazione, mettere questo, nello stesso calderone con la questione delle offese e minacce verbali ricevute dal collega e lo show che tutta la Questura ha subito.

Avremmo preso posizione per qualsiasi collega, iscritto o meno, che si fosse trovato nella stessa condizione; lo dice la nostra storia e lo dicono le nostre battaglie all’interno della Questura di Ancona e della Digos in particolare, dove, guarda caso, sempre i soliti noti vivevano di rendita e sulla barricata opposta.

Sulla questione che altre organizzazioni strumentalizzano, confondendo volutamente due argomenti che nulla hanno in comune, c’è poco da aggiungere; con la tramutazione in partito politico ben poco è rimasto di Sindacato in loro, come strumento per difendere la dignità della categoria e dei colleghi, al netto di stanchi e logori slogan e speculazioni elettorali del capo di turno.

Abbiamo forti dubbi che tutto il mondo della sicurezza rida per il fatto che la scorta non sia più in carico della Questura di Ancona; abbiamo supplito a latitanze istituzionali e svolto il nostro compito principale: difendere la dignità professionale e umana di un collega.

Di contro siamo sicuri che ci saranno uno o due colleghi che tenderanno al pianto, anche se non per nobili ideali, ma questo, pur essendo un evento comprensibile, non lo riteniamo un valore da tutelare o, peggio, merce di scambio.

Per concludere, chi non è alimentato da interessi particolari e analizzi i fatti con un minimo di raziocinio e onestà intellettuale, non può che rallegrarsi che nel silenzio di tutti vi è un Sindacato che, per difendere la dignità professionale e umana di un collega, non fa sconti a nessuno, né sul fronte interno né su quello esterno.


#SiamoTuttiVenditoriDiNociDiCocco

– Incontro con il Prefetto di Ancona –

In data odierna, una delegazione della Segreteria Regionale Marche e della Segreteria Provinciale, ha incontrato il Prefetto di Ancona.

L’incontro è stato richiesto da questa O.S..

Ci riteniamo soddisfatti dell’incontro, nel corso del quale abbiamo espresso, nel dettaglio, tutte le nostre ragioni sull’iniziativa #SiamoTuttiVenditoriDiNociDiCocco, messa in atto a difesa dei colleghi e dell’Istituzione Polizia di Stato.


Vedi articolo di sabato 17/11/2018 «OFFENDERE IMPUNEMENTE UN POLIZIOTTO NELL’ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI E’ SPORT DIFFUSO ANCHE AD ANCONA»


Allegati:

#SiamoTuttiVenditoriDiNociDiCocco
Titolo: «Incontro con il Prefetto di Ancona»
Descrizione: COMUNICATO

#SiamoTuttiVenditoriDiNociDiCocco – OFFENDERE IMPUNEMENTE UN POLIZIOTTO NELL’ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI È SPORT DIFFUSO ANCHE AD ANCONA

Il grave episodio dello sputo ad un poliziotto nell’esercizio delle sue funzioni, derubricato a fatto di tenue entità per il quale si sentenzia la non punibilità, offende sia quel collega che tutta l’Istituzione, che in quanto tale rappresenta tutti i cittadini.

Oggi, purtroppo, la cronaca è piena di questi episodi e anche la nostra realtà non è immune da questo. Crediamo che ogni poliziotto almeno una volta nella sua carriera si sia sentito dire “Lei non sa chi sono io”.

Quello che è successo alla Questura di Ancona ha dell’incredibile.

Una personalità sotto scorta, dovendo denunciare un fatto relativo al suo status si è presentato in Questura e alla verbalizzazione delle sue dichiarazioni è andato in escandescenza, inveendo senza motivo contro il collega apostrofandolo come “venditore di noci di cocco” e minacciandolo che non avrebbe più lavorato e altre affermazioni di tale tenore.

Il tutto sarebbe scaturito da una presunta lesa maestà, relativa alle troppe domande sull’accaduto e dalla presunzione che lui doveva solamente firmare un atto già precompilato.

Lo show, al quale ha assistito quasi tutta la Questura visto le urla della personalità, ha messo a dura prova i colleghi, che non hanno risposto alle continue provocazioni ed hanno portato a termine il verbale con grande professionalità e competenza.

Fin qui … il fatto.

Ci saremmo aspettati una dura presa di posizione della nostra Istituzione a difesa dell’operato del collega. Come nello “sputo”, il fatto non ha leso solamente il singolo ma tutta l’Istituzione della Polizia di Stato, con l’aggravante che si è svolto a casa Nostra con urla, offese e minacce.

Fino ad oggi la nostra Amministrazione ha fatto orecchie da mercante, anzi ha “sollevato”, con un provvedimento formalmente corretto, il collega dall’incarico che ricopriva.

Abbiamo percorso in silenzio tutte le strade del buon senso chiedendo tre cose:

  • La personalità deve essere gestita da altra forza di Polizia;
  • La stessa deve fare scuse formali al collega e a tutta la Questura;
  • Il collega deve essere reintegrato nella funzione che aveva al momento.

Avremo un ultimo incontro istituzionale con il Prefetto di Ancona, ma non nascondiamo che ci stiamo preparando ad una forte azione di denuncia pubblica, da mettere in atto entro la fine del mese e che vedrà coinvolta tutta la struttura provinciale e regionale.


Polizia di Stato, in arrivo 54 nuovi agenti nelle Marche

Centro Pagina - Polizia di Stato, in arrivo 54 nuovi agenti nelle Marche

Ad annunciarlo è il senatore della Lega Paolo Arrigoni: «è l’inizio di un aumento degli organici». Un segnale positivo è il commento del segretario regionale del sindacato di Polizia Siulp Paolo Andreucci che però «non cambia la questione del declassamento della Questura di Ancona»

Controlli della Polizia (Foto: Polizia di Stato)

Controlli della Polizia (Foto: Polizia di Stato)

ANCONA – Cinquantaquattro nuovi agenti di Polizia in arrivo entro febbraio 2019. Ad annunciarlo è il senatore della Lega Paolo Arrigoni, responsabile della Lega nelle Marche e Questore a Palazzo Madama. Una boccata di ossigeno per le Questure marchigiane, alle prese con un aumento dei reati e la necessità di implementare il personale, ma anche una nota positiva per Ancona, dal momento che la Questura dorica a quanto pare sarà declassata.

«Da qui a febbraio – spiega il senatore Arrigoni – arriveranno 10 poliziotti in più in provincia di Ancona, 4 in provincia di Ascoli Piceno, 26 in provincia di Fermo, 8 in provincia di Macerata e 5 in provincia di Pesaro e Urbino. Inoltre l’Arma dei Carabinieri ha previsto l’assegnazione di 46 carabinieri per il Comando Legione Marche». Il rafforzamento delle Questure marchigiane è stato confermato dal Ministro Matteo Salvini.

Foto di repertorio, Polizia di Stato

Foto di repertorio, Polizia di Stato

Un potenziamento, che come spiega il senatore della Lega «è solo l’inizio di un aumento complessivo degli organici che toccherà ogni anno del prossimo quinquennio 2019-2023 e che sarà inserito nella legge di bilancio». L’operazione porterà l’organico della Questura di Ancona dai 377 agenti attualmente in servizio a 388 operatori, mentre quello della Questura di Ascoli Piceno passerà da 199 a 218 agenti. L’aumento più sostanzioso toccherà la Questura di Fermo, dove il personale sarà più che raddoppiato, passando da 76 a 168 agenti. Nella Questura di Macerata gli agenti aumenteranno da 174 a 218, mentre a Pesaro Urbino da 215 a 268.

«Si tratta di un considerevole aumento degli organici delle forze dell’ordine – sottolinea Arrigoni – finanziato con una parte dei forti risparmi conseguiti grazie all’azione rigorosa del Ministro Salvini sulla gestione dell’immigrazione, che punta a stroncare non solo la criminalità organizzata ma anche gli interessi dei furbi e il business dell’accoglienza. Nelle Marche tutto questo porterà sicuramente ad una particolare attenzione verso l’Hotel House. Degrado e illegalità non sono più tollerabili». Complessivamente saranno circa 8 mila gli uomini e le donne in divisa che miglioreranno la sicurezza in tutta Italia.

«Un segnale positivo – commenta il segretario regionale Siulp, il sindacato della Polizia di stato, Paolo Andreucci – sul quale incide molto l’apertura della nuova Questura di Fermo. Tuttavia non cambia la questione del declassamento della Questura di Ancona che è ormai una realtà, dal momento che è in via di emanazione il decreto. Una situazione che ci preoccupa non poco perché si tradurrà sul lungo periodo in meno uomini e meno mezzi, in una città come Ancona, dove non può venir meno il controllo del territorio considerato che ha un porto che movimenta oltre un milione di passeggeri all’anno e un aeroporto che regista più di 500 mila passeggeri annui».

Il declassamento riguarda in totale 7 questure italiane, tra le quali Ancona, Bolzano, Trento, Perugia, L’Aquila, Potenza e Campobasso, mentre altre 7 verranno innalzate, tra queste Brescia, Padova, Bergamo, Verona, Messina, Salerno e Caserta. Il Siulp regionale però non si da per vinto: «abbiamo sensibilizzato tutti i livelli sia locali che nazionali, ora ci attendiamo delle prese di posizione politiche», conclude il segretario regionale Siulp Andreucci.


Declassamento Questura di Ancona, SIULP alla Camera dei Deputati

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Incontro a Roma tra alcuni esponenti del sindacato della polizia e gli onorevoli del Movimento 5 Stelle marchigiano Maurizio Cattoi e Patrizia Terzoni. Ecco cosa è emerso

ANCONA – Il declassamento della Questura di Ancona è ormai una realtà. È quanto fa sapere il Siulp, il sindacato di Polizia, sulla base di un incontro avuto nei giorni scorsi con la propria Segreteria Nazionale, dal quale è emerso che “il declassamento di Ancona è cosa fatta, anche se rientra in un progetto più ampio di rivisitazione dell’organizzazione delle Questure italiane”, come si legge nella nota diramata dal Siulp.

Il sindacato di Polizia però non cede di un millimetro sulla questione. Una delegazione regionale del Siulp è arrivata fino a Roma alla Camera dei Deputati per difendere le ragioni degli uomini della Polizia e di un territorio intero, quello della provincia di Ancona, che certamente non si gioverebbe in termini di sicurezza del declassamento della Questura dorica. Un’ipotesi ventilata già da diversi mesi (leggi l’articolo) che sembra  trovare ormai le sue prime conferme.

Il segretario regionale del Siulp Paolo Andreucci, accompagnato dal segretario provinciale Alessandro Bufarini, insieme ai componenti di segreteria Nelson Pasquali e Domenico Merli, hanno incontrato alla Camera dei Deputati gli Onorevoli del Movimento 5 Stelle marchigiano Maurizio Cattoi e Patrizia Terzoni. Un incontro chiesto dal sindacato per far luce sulla questione e per sensibilizzare le istituzioni e la politica su questo tema. Un declassamento che comporterebbe una riduzione di personale e un conseguente minor pattugliamento del territorio. Un incontro interlocutorio e cordiale, come l’hanno definito gli stessi esponenti del sindacato. «I parlamentari marchigiani hanno preso l’impegno di approfondire la questione, per poi, in un ulteriore incontro, fare il punto della situazione», come riferisce il sindacato.

L’incontro a Roma

L’incontro a Roma

Il declassamento non riguarderebbe solo la Questura di Ancona, ma rientra in un piano di rinnovamento degli assetti delle Questure più ampio, basato su elementi statistici forniti dalle stesse nel periodo 2014-2017. L’operazione di declassamento tocca sette Questure italiane, mentre altre sette salgono di livello.

Le perplessità del sindacato riguardano non solo le risorse e i mezzi che verranno ovviamente riparametrati al ribasso, ma anche la questione dei rapporti tra le varie autorità di Polizia, il Prefetto e il Questore.

«Le critiche che abbiamo espresso in più occasioni sulla gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica della provincia, inclusi alcuni commissariati, nonché su alcuni aspetti organizzativi che hanno creato “ingessamenti” dell’intera organizzazione, oggi si rilevano corresponsabili sul declassamento della Questura di Ancona», precisa il sindacato nella nota. Nuovi assetti che secondo il Siulp si pongono l’obiettivo di ripianare gli organici entro il 2026, ma il vero problema al quale la politica deve dare una risposta è quello dei «quattro commissariati della provincia di Ancona che quasi mai riescono a mettere in strada, giornalmente, una volante del 113 su tutti i turni in cui è divisa una giornata», conclude il sindacato.